5,59 MWp per Marcegaglia

In un contesto industriale energivoro e complesso, la transizione energetica non può essere affrontata come una somma di interventi isolati, ma richiede soluzioni strutturali, affidabili e pienamente integrate nei modelli operativi.
È in questo scenario che si colloca Marcegaglia, punto di riferimento per l’industria manifatturiera italiana ed europea, non solo per la dimensione del Gruppo e la presenza sui mercati internazionali, ma per la capacità di coniugare competitività, diversificazione applicativa dell’acciaio e crescente attenzione alla sostenibilità della propria catena produttiva.

Una sensibilità che ha portato il Gruppo a investire in modo convinto nell’energia sostenibile, affidando a Nyox la progettazione e la realizzazione di tre impianti fotovoltaici a terra. Gli impianti, distribuiti tra Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia, se considerati nel loro insieme costituiscono un vero e proprio sistema energetico distribuito, con una potenza complessiva installata di 5,59 MWp. Assumendo una producibilità annua prudenziale, la produzione combinata supera i 6 milioni di kWh all’anno, con un beneficio ambientale stimato in oltre 2.000 tonnellate di CO₂ evitate ogni anno.

Forlì, l’impianto da 1,55 MWp esprime in modo chiaro il valore della scala industriale applicata al fotovoltaico. La scelta di una struttura fissa e di un layout ottimizzato consente una producibilità annua stimata superiore a 1,7 milioni di kWh, energia sufficiente ad alimentare circa 550 famiglie italiane per un anno e a evitare oltre 560 tonnellate di CO₂. Un progetto che dimostra come il solare possa diventare parte integrante dei processi produttivi senza compromessi in termini di affidabilità e continuità operativa.

Spostandosi poco più in là, a Forlimpopoli, la dimensione dell’intervento cresce ulteriormente: con 3,5 MWp di potenza installata, questo è il più esteso dei tre impianti, con una produzione annua stimata di circa 3,85 milioni di kWh. È in progetti di questa scala che il fotovoltaico assume pienamente il ruolo di infrastruttura energetica industriale, dimostrando la propria maturità come fonte affidabile, programmabile e integrabile nei modelli energetici di grandi gruppi manifatturieri. Ed è qui che il ruolo dell’EPC diventa determinante, non solo in fase costruttiva ma nella visione complessiva del sistema.

Il terzo impianto, realizzato a Fontanafredda in Friuli Venezia Giulia, è il più contenuto per dimensioni, con una potenza installata di 0,53 MWp, ma pienamente coerente con la strategia complessiva. La producibilità annua stimata, 580.000 kWh circa, se vista su un orizzonte di 20 anni di esercizio porterà a un beneficio ambientale complessivo prossimo alle 4.000 tonnellate di CO₂ evitate. Un dato che rende tangibile l’impatto reale anche dei progetti di scala più contenuta, quando inseriti in una visione industriale strutturata e di lungo periodo.

Nel loro insieme, questi tre impianti mostrano come una visione chiara possa accompagnare la transizione energetica nel settore manifatturiero, trasformandola in un fattore concreto di competitività, resilienza e sicurezza energetica. Rendere una parte rilevante dell’industria più autonoma dal punto di vista energetico significa rafforzare le filiere produttive e ridurre l’esposizione alla volatilità dei mercati dell’energia.

Tre impianti fotovoltaici, Nyox che segue l’intero percorso e una grande azienda come Marcegaglia che guarda all’energia non come costo accessorio, ma come leva industriale contribuendo in modo strutturale agli obiettivi di sostenibilità del sistema Italia.

Anche questa è transizione energetica.

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